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LA CALMA PRIMA DELLA TEMPESTA

Parigi, 23 Ottobre 2026.
Un solo argomento sembra monopolizzare tutti i discorsi dei bar della periferia parigina: Acte II, la Manif.
Istituito un coprifuoco in tutte le zone centrali della capitale, c'è poca gente in giro, questo venerdì sera è spento, forse cauto. La chiamano la calma prima della tempesta. I negozi si coprono, decine di metri di vetrine si trasformano in costruzioni artigianali di legno di scarto, incastrato e avvitato "alla meglio" per proteggere o nasconderne il contenuto.
L’Atto 1 è partito il 21 settembre da un liceo di Créteil: classi da 32 o 36 alunni, aule di 40 gradi in estate e 12 gradi in inverno, 61 miliardi di tagli all'istruzione. I primi giovanissimi cominciano a non starci più, fisicamente e mentalmente drenati da un governo concentrato su altro.
Un mese dopo, il 17 ottobre, le piazze cominciano a riempirsi, le scuole a bloccarsi. In strada 550.000 persone secondo il Ministero, stimati dagli organizzatori 800.000. Vetrine spaccate, un quindicenne di Lens perde una mano per una granata, a Parigi un morto.
Il giorno dopo si parla solo di vetrine.
24 OTTOBRE 2026.
Macron ha deciso che si scende in piazza solo se lo organizza un sindacato.
Oggi dovrebbe essere la manifestazione più grande d’Europa, e c’è un solo corteo autorizzato: quello dei sindacati, da Place d'Italie, partenza alle 14.
Per dare un'idea a chi non conosce Parigi, il corteo autorizzato attraversa il bordo più esterno della capitale, senza mai avvicinarsi al centro e ben lontano da tutte le sedi governative/istituzionali.
24 stazioni della metro chiuse, il Louvre chiuso, blindati, idranti, coprifuoco intorno e dentro a République fino a lunedì. Il percorso è già tracciato. Fuori da quello è illegale spostarsi.
Oggi sono qui: proverò a raccontare ciò che accade.
24/10 / 14:00 PARIGI, PORTE D'ITALIE
Chiuse la maggior parte delle fermate metropolitane a Parigi, servite strategicamente tutte le metro che possono portare a Bastille, dove avrà luogo la manifestazione del sindacato, le piazze principali risultano inaccessibili, tramite trasporto pubblico e a piedi, le forze di polizia mobilitate hanno creato posti di blocco in tutti i principali accessi al centro.
La paura è che la manifestazione del sindacato possa autonomamente spostarsi dal percorso autorizzato, e riprendere la direzione originalmente comunicata dai gilet gialli, verso Opéra.
Arriviamo in metro, come altre migliaia di persone, la camminata è iniziata da pochi minuti e già si estende per un paio di chilometri avanti e dietro.

24/10 / 14:30 - 16:00 PARIGI, BVD MASSÉNA - BVD JEAN SIMON
Il corteo è in marcia su Boulevard Masséna. Diverse piccole bande di musicisti accompagnano il percorso, che è ancora quello "lecito", concordato con i sindacati.
Non mancano i mascherati. Oltre ai soliti striscioni anti-establishment, c'è chi ha deciso di passeggiare con travestimenti folli. Un piccolo teatrino dell'assurdo, in mezzo al corteo.
Il ragionamento pare evidente: la situazione è diventata così fuori di testa che dirla a parole non basta più e quindi la si mostra. Non servono slogan, basta uno Spider-man anticapitalista, e chi è dentro è dentro chi è fuori cazzi suoi.
Non è un modo di non prendere la protesta sul serio. È quello che resta quando la sensazione è che le parole non servano più.
Intanto corre voce attraverso i canali telegram dei gilet gialli di alcuni arresti nelle zone di République e Bastille. Probabilmente si tratta di alcune piccole ronde di manifestanti separati dal corteo che hanno provato a percorrere la tratta originalmente organizzata dai manifestanti.
Proseguiamo verso la Senna, più ci si avvicina al centro, più sono presenti le forze dell'ordine ferme sui vicoli laterali al corteo. Cominciano ad apparire le prime camionette e qualche scudo antisommossa.




24/10 / 16:30 - 18:00 COURS DE VINCENNES
Il corteo si ferma nella periferia interna di Parigi, qui finisce il percorso validato da Macron.
La strada è interrotta dal primo grande blocco di gendarmeria. Camionette, scudi antisommossa, il clima è leggero, anche se una cinquantina di agenti ha preso posizione davanti alla folla. Il corteo continua a cantare e ballare, il coro italiano "siamo tutti antifascisti" si mescola alla musica rap francese. Qualcuno lancia una gara di ballo a pochi metri dal blocco di polizia.
Conosco tra i fotografi un giornalista parigino che mi racconta che per quelli che vediamo accanto a noi non sono il solito corpo di polizia, ma un gruppo dell'esercito specializzato nella gestione delle masse, venuto appositamente dalla Provenza.



24/10 / 16:30 - 17:30 COURS DE VINCENNES
I primi sassi vengono lanciati dal corteo verso le camionette della gendarmeria, la tensione si alza lenta, ancora il clima che si vive è leggero e conviviale.
Gli agenti alzano gli scudi e indossano i caschi.
La strada è ormai chiusa su tutti gli sbocchi principali e si può uscire solo da vicoli secondari, anch'essi monitorati dalla polizia che permette il passaggio soltanto in piccoli gruppi di due o tre persone.

24/10 / 17:30 COURS DE VINCENNES - LO SCONTRO
La gendarmeria comincia sul lato sinistro a invitare i manifestanti a tornare a casa. Il tono è leggero ma la folla non reagisce positivamente alla richiesta di tornare a casa.
Il percorso forzato, ore in una piazza circondati da poliziotti e ora l'unico modo per uscire è attraverso la metro, unica direzione concessa: casa.
La polizia comincia lanciando i primi lacrimogeni e allontana la prima linea di manifestanti con bombe d'acqua e avanzamenti veloci, l'obiettivo è di spaventare e sfruttare il clima freddo di Parigi. Il tentativo riesce, la folla retrocede di diverse decine di metri.




24/10 / 17:30 COURS DE VINCENNES - LO SCONTRO PT.II
La polizia continua imperterrita, prime manganellate, primi arresti. Il tentativo di separare la folla sta riuscendo egregiamente, vengono lanciati lacrimogeni in tutte le aree dove i manifestanti sono ancora uniti, i poliziotti caricano quelli che non riescono a indietreggiare abbastanza velocemente.
Militari precisi, come contro un nemico pericoloso, un paio di manganellate arrivano anche a me, ho provato ad aiutare un signore che indietreggiando è inciampato su un gradino. Non abbastanza veloce a seguire gli ordini di indietreggiare.
La folla principale è completamente sciolta alle 19:00
Ma indietreggiare da cosa?
Macron ha deciso per tutti che la manifestazione andava bene (che gentile.). Ma solo fuori dalle aree del centro, solo dove voleva lui. Il tentativo di un movimento pacifico di farsi vedere è stato limitato a un'area in cui non c'era rischio di essere visti o paura che si facessero danni.
Perché i danni costano.
Un po' come costano le migliaia di poliziotti mobilitati,
o come costano i lacrimogeni a Parigi e le armi dei militari fuori dalla Francia,
un po' come costa anche vivere di uno stipendio che va in direzione opposta al costo della vita,
o come costa riparare un riscaldamento o un impianto di condizionamento in una scuola pubblica.
Insomma, su qualcosa bisognerà pur risparmiare.
Macron ha fatto la sua scelta, come tanti altri governanti in Europa,
oggi abbiamo provato a dire che quella che ha fatto, è proprio una scelta di merda.
Ma la polizia ha fatto egregiamente il suo lavoro,
Domani si parlerà delle migliaia di vetrine salvate, grazie alle preziose forze dell'ordine.
Dio benedica le vetrine, in fondo sono tutto ciò che ci rimane intatto, no?










LIVE ORIGINALE
ACT II / REPORTAGE SULLA MANIFESTAZIONE DEL 24-10-26.
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